il gattopardo nero

Ho un vago ricordo di quel giorno – ma in generale di quegli anni, sarà stata l’adolescenza nella globalizzazione – ma ancora oggi il 25 di marzo (d’ogni anno) faccio memoria di quanto ho visto e sentito e lo tengo a mente ogni qual volta penso a quello che non dovrebbe essere la Politica, quella con la P maiuscola. Non era stata una grande giornata, una telefonata veloce prima di uscire di casa a mia zia “Vieni? Sì, scendo dal treno e ci vediamo lì. Perfetto” e poi a laboratorio teatrale. Era martedì e la mattina a scuola nei corridoi, nelle classi e al bar non si parlava che della votazione sulla conversione a carbone della centrale di TVN che ci sarebbe stata nel pomeriggio al Comune; uscii di fretta dal Baccelli, poco prima delle 17 e di corsa fino all’Aula Pucci. Tanta gente così accalcata l’una sull’altra, non l’avevo mai vista; dal foyer fin dentro l’aula del Consiglio centinaia e centinaia di persone si confrontavano sul futuro del territorio, in prima fila c’era chi stava seduto per terra e fuori sulla piazza centinaia di capannelli la affollavano. Ecco la voce amplificata “passo la parola al consigliere…Magliani…prego” dichiarava il f.f. Presidente del Consiglio Marco Piendibene; cercavo di farmi spazio per arrivare alle poltrone e poter vedere qualcosa, nel frattempo con lo sguardo cercavo anche mia zia. “Annita Cecchi state zitta…e pensare che’eri ‘na brava maestra, smettela de di’ cazzate!”  una voce al mio fianco – questa è la frase che più mi rimarrà impressa di tutta l’Assise, pensare che un’insegnate possa in qualche modo abdicare ad insegnare il giusto fa riflettere – da una parte i lavoratori dell’Enel convocati per l’occasione e dall’altra i cittadini contrari al progetto del carbone. In questo clima di tensione sociale si sarebbe svolta tutta la seduta, e col senno di poi non c’è da stupirsi se si concluse con un lancio a pioggia di monetine sul Sindaco Alessio De Sio e sui Consiglieri favorevoli al carbone. La cronaca politica ci racconta che all’epoca dei fatti la prima Giunta, dal secondo dopoguerra, a destra navigava a vista; la maggioranza uscita dalle urne si ritrovò senza i numeri necessari per approvare la riconversione, (bocciata dalla stessa Assise appena un mese e mezzo prima) essendosi smarcati i consiglieri Patrizio Podda, Mario Fiorentini, Elso De Fazi, Gino Vinaccia e Marco Di Gennaro; nel settembre del 2002 il gruppo consigliare della “Quercia” perdeva i medici Flavio Magliani e Manrico Coleine, il giovane ex leader della “Sinistra Giovanile” locale, Simone Giganti e Franco Grassi, “casa pueblo”, segretario del sindacato inquilini della Cgil, tutti politicamente vicini all’allora Presidente dell’Autorità Portuale Giovanni Moscherini – tutti insoddisfatti del ruolo esercitato dai DS all’opposizione in C.C. confluiranno nel “Gruppo Misto” – a loro si unì Sandro De Paolis, che lasciava lo SDI. Nella seduta del 25 marzo furono per De Sio decisivi i voti dei cinque per approvare il progetto di ENEL. Inizialmente i cinque consiglieri presentarono una loro proposta di delibera favorevole al progetto, ma diversa da quella della maggioranza. Improvvisamente, a pochi minuti dal voto, quando ci si accorse che la maggioranza non aveva i numeri per approvare la propria delibera, i cinque consiglieri ritirano la delibera salvando di fatto il Sindaco. Il “Gruppo Misto” (per bocca di Flavio Magliani) motivò il suo SÌ al progetto con le stesse parole di Storace (allora Governatore della Regione Lazio) “[…] questa città con i suoi drammi e con i suoi problemi non può fare a meno di tremila miliardi di investimento.” Destò sconcerto anche il voto favorevole di altri due esponenti della Opposizione, Mauro Cosimi di “Rifondazione Comunista” e Vittorio Petrelli del movimento “per Civitavecchia”. Il progetto di ENEL passerà a maggioranza con 19 voti favorevoli (Berardozzi, Cecchi, Coleine, Cosimi, De Paolis,Di Marco, Giganti, Grassi, La Camera Claudio, Magliani, Marsili, Passerini, Petrelli, Ranieri, Roscioni, Solinas, Vitali e Zappacosta) e 10 voti contrari (Ricotti, Piendibene, Cerasa, Cascianelli, Falzetti, Fiorentini, De Fazi, Podda, Di Gennaro e  Vinaccia). Non è un caso se ancora oggi è, a buon diritto negli annali, considerata la più controversa seduta del Consiglio Comunale di Civitavecchia.

Oggi ricorrono 10 anni da quella Assise.

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Un Commento

  1. ricordarli come quelli della shoà civitavecchiese specie i due dottori,uno ora messo dal enel nal osservatorio ambienttale un altronche mezzo antibiotico te lo fai e mezzo lo butti e io ciò la vacanza assicurata dalla casa farmaceutici..

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